Lo spettacolo offerto in questa strana, atipica campagna elettorale da Berlusconi e da Veltroni in tema di stato sociale è assai deprimente. Impegnati in una gara senza esclusione di colpi a chi spara la novità più grossa, i leaders del PD e del PDL promettono a getto continuo riduzioni di tasse, aumenti di salarii, aumento delle pensioni, bonus per le famiglie e assicurazioni gratuite per le casalinghe. Uno Stato, immaginando, che spende di più e incassa di meno come se si potesse o dovesse, in campagna elettorale, dimenticare la matematica e l’esigenza di governare tenendo conto delle disponibilità di bilancio. Ma uno Stato immaginando, soprattutto, in cui non c’è più nessun obbligo, per chi governa, di preoccuparsi del funzionamento dei servizi.

Viviamo da anni, Veltroni e Berlusconi dovrebbero saperlo, in una condizione di drammatica emergenza proprio a livello di quelli che sono o dovrebbero essere i servizi che si occupano delle fasce deboli della popolazione. Gli scandali veri del nostro paese sono quello denunciato ieri mattina da Dante Ghezzi del CISMAI a proposito del bambino di otto anni abusato sessualmente di cui la ASL dice (siamo a Milano, prossima sede dell’Expo) che non può pagare la terapia, quello degli organici dei Sert (Servizi territoriali per le tossicodipendenze) scoperti ormai da anni del 70% degli organici, quello dei bambini che mendicano nelle strade delle nostre città di cui non si riesce ad occuparsi per “mancanza di fondi”, quello dell’Assistente Sociale precaria del Comune di Roma cui vengono affidati dal Tribunale dei Minori fino a 100 o 150 minori o quello dell’operatore laureato di una cooperativa finanziata dal Comune di Roma pagato 6,25 Euro all’ora per la sua attività in favore degli handicappati. Quella che non dovrebbe poter continuare e invece continua è invece l’assurdità di una campagna elettorale portata avanti dai leaders dei due maggiori partiti impegnati nel balletto ridicolo delle promesse e capaci di dimenticarsi in un modo che è insieme cinico ed irreale dei servizi per chi vive una situazione di difficoltà e della necessità di rimetterli in condizioni di funzionare adeguatamente .

Uno Stato è realmente democratico, questa è la mia convinzione, nel momento in cui si occupa attivamente di tutti. Sono i cittadini in condizioni di debolezza e a rischio di emarginazione quelli cui uno Stato Sociale degno di questo nome dovrebbe occuparsi in modo accurato ed efficace. Negare i diritti delle persone in difficoltà è un modo di negare la democrazia. Dimenticarsi del problema costituito dai servizi alla persona, come oggi fanno Berlusconi e Veltroni, è un modo sciocco e sbagliato di dimostrare quanto poco interesse per la democrazia e per la libertà ci sia nelle scelte fatte da due leaders che pensano più alla propria immagine che ai problemi reali del paese.