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La Camera,
premesso che:
la complessità e la potenziale pericolosità degli effetti determinati
sulla salute psichica e sullo sviluppo dei bambini e degli adolescenti
dall'uso improprio di psicofarmaci;
le indicazioni provenienti dalla autorità scientifiche e di controllo
sul dato per cui il 60 per cento dei farmaci prescritti ai bambini sono
off label in quanto di essi non si conosce né l'efficacia né la
sicurezza;
in particolare le ricerche segnalate dalla Food and drug
administration sulla frequenza inaccettabile dei suicidii e di
tentati suicidii verificati nei bambini e negli adolescenti trattati con
farmaci antidepressivi ed il richiamo, di conseguenza, inviato a tutti i
medici e pediatri americani di non prescrivere psicofarmaci ai bambini;
per ciò che riguarda l'Italia la mancanza di un obbligo di
sperimentazione sui bambini dei farmaci, che a loro vengono
somministrati, dopo che la sperimentazione è stata fatta nell'adulto con
un semplice adeguamento di dosaggio, e la precarietà di un sistema di
sperimentazione che valuta su periodi brevi di somministrazione la
tossicologia di farmaci come questi per cui si prevedono, abitualmente,
somministrazioni di lunga durata;
i costi delle prescrizioni improprie di psicofarmaci per i minori
ricadono sul servizio sanitario nazionale;
drammatica diffusione, fra gli adolescenti italiani ed europei, di un
uso e di un abuso di psicofarmaci legali spesso collegato a quello di
altre sostanze illegali,
impegna il Governo:
ad assumere iniziative volte a restringere le prescrizioni di
psicofarmaci a soggetti minori alle sole situazioni in cui la necessità
della somministrazione sia accertata da centri specializzati autorizzati
dalle regioni;
ad affidare all'istituto superiore di sanità una sorveglianza attenta
sull'efficacia e sulla eventuale tossicità a breve, medio lungo termine,
di tutti i trattamenti con psicofarmaci effettuati sui minori.
9/3256/123. Poretti, Cancrini.
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